La legge è uguale per tutti? Il ritorno del dibattito sull’immunità dei politici
Negli ultimi mesi è tornata a far discutere una proposta che sembrava appartenere al passato: ampliare nuovamente l’immunità parlamentare.In parole semplici, alcuni politici ritengono che deputati e senatori dovrebbero avere maggiori tutele nei confronti delle indagini e dei procedimenti giudiziari. Secondo chi sostiene questa idea, servirebbe a proteggere la politica da possibili interferenze della magistratura.
Dall’altra parte, molti cittadini vedono questa proposta come un ritorno a privilegi che pensavano fossero stati superati da tempo.
La mia riflessione
Quando sento parlare di immunità parlamentare mi viene spontanea una domanda molto semplice.
Perché una persona che rappresenta i cittadini dovrebbe avere più protezioni dei cittadini stessi?
Capisco che chi governa debba poter svolgere il proprio lavoro senza subire pressioni indebite. È una necessità reale in una democrazia.
Ma allo stesso tempo credo che la fiducia si costruisca con l’esempio.
Se un agricoltore sbaglia, risponde delle proprie azioni.
Se un imprenditore sbaglia, risponde delle proprie azioni.
Se un lavoratore qualsiasi sbaglia, risponde delle proprie azioni.
Non vedo perché chi occupa posizioni di potere debba apparire diverso agli occhi della legge.
La forza di una nazione non si misura da quanti privilegi possiedono i suoi governanti.
Si misura dalla fiducia che i cittadini hanno nelle istituzioni.
Un problema che va oltre la politica
La questione non riguarda soltanto i parlamentari.
Riguarda un principio molto più importante.
Ogni volta che si crea una categoria speciale, si manda un messaggio ai cittadini.
Quel messaggio può essere percepito così:
“Le regole valgono per tutti, ma qualcuno è più protetto degli altri.”
Forse non è questo l’obiettivo della proposta.
Ma è il rischio che molte persone vedono.
E quando cresce questa percezione, cresce anche la distanza tra il popolo e chi governa.
Le possibili conseguenze per le persone comuni
Probabilmente la vita quotidiana della maggior parte degli italiani non cambierebbe immediatamente.
Nessuno si sveglierà domani con una tassa in più o uno stipendio in meno a causa di questa proposta.
Ma esistono conseguenze meno visibili.
La prima è la perdita di fiducia.
La seconda è il senso di ingiustizia.
Quando le persone iniziano a pensare che esistano regole diverse per categorie diverse, diventano più diffidenti verso ogni istituzione.
E una società fondata sulla sfiducia è una società più debole.
Conclusione
La politica ha bisogno di essere libera di lavorare.
Ma ha anche bisogno di essere credibile.
E la credibilità nasce soprattutto dall’uguaglianza davanti alla legge.
Per questo motivo il dibattito sull’immunità parlamentare non riguarda soltanto i politici.
Riguarda tutti noi.
Perché ogni volta che si parla di privilegi, la vera domanda rimane sempre la stessa:
stiamo costruendo uno Stato che serve i cittadini oppure uno Stato che protegge chi detiene il potere?
Detto siciliano
“Cu nesci arrinesci, ma cu cumanna avi a dari l’esempiu.”
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