Naspi e guadagni online: quando gli aiuti pubblici finiscono sotto accusa

 

Guadagna 270 mila euro ma prende la Naspi: quando il sistema smette di essere giusto?

Negli ultimi giorni ha fatto discutere la notizia di un’influencer che avrebbe guadagnato oltre 270 mila euro attraverso OnlyFans mentre continuava a percepire la Naspi, l’indennità di disoccupazione destinata a chi perde il lavoro.

La vicenda è finita sotto indagine e sarà la giustizia a stabilire responsabilità e conseguenze. Ma al di là del singolo caso, questa storia apre una riflessione molto più ampia.


La mia riflessione

Ogni volta che emergono casi del genere, mi faccio la stessa domanda.

Perché chi rispetta le regole deve sentirsi il fesso della situazione?

La Naspi nasce per aiutare chi si trova realmente in difficoltà dopo aver perso il lavoro. È una rete di sicurezza finanziata dai contributi versati da milioni di lavoratori.

Se qualcuno utilizza quel sostegno senza averne diritto, il danno non è soltanto economico.

Si rompe il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

Molte persone si alzano ogni mattina per lavorare, pagano tasse e contributi, affrontano burocrazia e sacrifici. Quando vedono situazioni simili è inevitabile che si sentano prese in giro.

Il problema non è OnlyFans

La piattaforma utilizzata non è il vero tema.

Una persona può guadagnare attraverso internet, vendendo servizi, contenuti, consulenze o qualsiasi altra attività lecita.

Il punto è un altro.

Se una persona genera redditi importanti, è corretto continuare a ricevere un sussidio pensato per chi non ha entrate sufficienti?

La risposta dovrebbe essere semplice.

Le regole devono valere per tutti.

Le conseguenze per le persone comuni

Quando aumentano frodi e abusi, lo Stato reagisce quasi sempre nello stesso modo.

Più controlli.

Più documenti.

Più burocrazia.

Più difficoltà anche per chi è perfettamente in regola.

Alla fine il prezzo lo pagano spesso le persone oneste.

Conclusione

Questa vicenda non riguarda soltanto una influencer.

Riguarda il concetto di responsabilità personale.

Una società funziona quando chi ha bisogno riceve aiuto e chi non ne ha diritto non approfitta del sistema.

Perché la solidarietà può esistere soltanto se è accompagnata dalla correttezza.

Altrimenti la fiducia scompare e a perderci sono tutti.

Detto Siciliano

“Cu mancia fa muddichi.”

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