Perché lo Stato preferisce cittadini che non fanno domande? – Cu nun dumanna, campa all’oscuru

Perché lo Stato preferisce cittadini che non fanno domande?

Fin da bambini ci insegnano a rispondere.

Molto meno spesso ci insegnano a fare domande.

A scuola impariamo date, formule, definizioni e regole. Ci viene chiesto di studiare, ricordare e ripetere. Ma raramente qualcuno ci insegna a fermarci e chiedere:

“Perché funziona così?”

“Esiste un’alternativa?”

“Chi trae vantaggio da questa regola?”

Fare domande richiede tempo.

Accettare una risposta richiede molto meno sforzo.

Ed è proprio questo che rende una società prevedibile.

Una persona che non mette mai in discussione ciò che ascolta è semplice da governare. Non perché sia meno intelligente, ma perché delega ad altri il compito di pensare.

Lo Stato crea leggi.

I media raccontano i fatti.

La scuola trasmette conoscenze.

Tutte queste istituzioni svolgono un ruolo importante.

Il problema nasce quando smettiamo di distinguere tra informarsi e credere automaticamente.

Ogni legge è giusta?

Ogni scelta politica è la migliore possibile?

Ogni notizia racconta tutta la realtà?

Probabilmente no.

Eppure molte persone reagiscono come se porsi queste domande fosse sbagliato.

Il vecchio proverbio siciliano dice:

“Cu nun dumanna, campa all’oscuru.”

“Chi non fa domande vive al buio.”

Fare domande non significa essere contro lo Stato.

Non significa rifiutare ogni regola.

Non significa credere a qualsiasi teoria alternativa.

Significa assumersi la responsabilità di capire prima di accettare.

Una società libera non ha bisogno di persone che obbediscono sempre.

Ha bisogno di persone che comprendono il motivo delle proprie scelte.

Paradossalmente, uno Stato solido dovrebbe desiderare cittadini capaci di ragionare con la propria testa, perché decisioni consapevoli rendono una comunità più forte.

La vera libertà non nasce quando rifiutiamo tutto.

Nasce quando siamo in grado di distinguere ciò che ha senso da ciò che viene accettato solo perché “si è sempre fatto così”.

Su www.signorcarretto.com mi piace osservare situazioni quotidiane che spesso diamo per scontate, cercando di guardarle da una prospettiva diversa.

Forse il problema non è quante risposte abbiamo.

Forse il problema è quante domande abbiamo smesso di fare.

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